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Vita da Expat

5 cose che mi ha insegnato l’espatrio

Avete presente quelle giornate di sole in cui tutto sembra più bello? I vostri capelli, il vostro giardino, la vita? Ecco, oggi per me è una di quelle, perciò ho pensato di fare un elenco delle cose che mi ha insegnato l’espatrio.
Mi conosco, so che tornerà utile in uno di quei lunedì in cui il cielo è grigio e la malinconia dietro l’angolo.


La prima cosa che l’espatrio mi ha insegnato è che le strade da percorrere sono infinite.


Ed effettivamente mi viene da sorridere, ripensando alla me di qualche anno fa, a quella ragazza che si sentiva sbagliata per essersi iscritta alla magistrale “in ritardo”.

Colpa della mentalità italiana?

No, piuttosto colpa mia, che ho permesso ai preconcetti e agli schemi mentali degli altri di influenzare la percezione che avevo di me.

Poi è accaduto l’espatrio, con un visto che mi metteva diversi bastoni tra le ruote e che mi obbligava a rimettermi in gioco.

Indovinate cosa ho scoperto? Reinventarsi è possibile, sempre!

In fin dei conti il nostro destino non sta scritto da nessuna parte e, credetemi, non è mai troppo tardi per cambiare percorso, idea o vita.

espatrio strade infinite da percorrere


L’espatrio mi ha insegnato a non ripetere l’errore che feci quando ero una giovane studentessa universitaria: lasciare che gli altri definiscano per me il concetto di fallimento o successo.

E infatti è proprio da expat che ho imparato a dare il giusto peso ai giudizi non richiesti.


Sarà che attualmente vivo in un Paese che sposa la filosofia del vivi e lascia vivere, sarà che sono diventata più grande.

Sarà, forse, che la distanza da casa e, di conseguenza, dalle persone che potrebbero con più facilità giudicare o criticare il mio vissuto, è tanta.

Fatto sta che tutto questo mi ha aiutato ad attivare la modalità “menefreghismo”.

Sono una permalosa con tendenze perfezioniste, nel caso non lo sappiate, eppure sono arrivata al punto in cui mi sono stancata pure io.

C’è una domanda che in questi anni mi sono fatta spesso: ha davvero senso dannarsi l’anima per quello che gli altri dicono o semplicemente pensano di te?

E la risposta è no. Punto.



L’espatrio mi ha insegnato che la vita è come una farfalla: bella, delicata, sfuggente.


farfalle su muro rosa


Perché se è vero che i momenti di difficoltà li abbiamo tutti, è altrettanto vero che quando sei lontano da casa è inevitabile viverli con più intensità.

Mi capita di chiedermi cosa ne sarebbe delle consapevolezze acquisite fino ad oggi, se non avessi mai comprato quel biglietto di sola andata.

La ragione è che è proprio fuori dalla mia terra che mi sono scontrata con tante cose di cui non avevo mai preso coscienza.

Dall’espatrio ho imparato che, nel bene o nel male, niente è per sempre, che le situazioni sono temporanee e le persone sempre in movimento.

Mi sono trovata a salutare visi che avrei voluto restassero, ho imparato a lasciare andare e a dire addio.

Ho pianto consapevolezze e sorriso d’amore per farmi coraggio.

Ho scavato negli abissi di un’anima che conoscevo a metà e mi sono scoperta tante cose che non credevo di essere: guerriera forte all’occorrenza e donna saggia, quando serve.


Tra le più belle cose che mi ha insegnato l’espatrio c’è l’empatia culturale.


insegnamenti espatrio empatia culturale


Non ho alcun dubbio sul fatto che gli amici di questi anni, tutti provenienti da parti diverse di mondo, mi abbiano resa una persona migliore.

Quando persone di culture diverse ti aprono la porta del cuore non puoi che uscirne arricchito.

Come si può, nel 2020, pensare che la soluzione sia chiudersi e costruire muri?

Come si può non capire che le braccia devono aprirsi davanti a bandiere di altri colori, che non è solo sui libri che si impara la cooperazione, ma anche sorridendo a visi dai tratti diversi dai nostri?

Tutti noi siamo esseri umani, prima di essere nazionalità scritte su un passaporto.

E ognuno di noi ha così tanto da dare e, al tempo stesso, ricevere che non possiamo fare l’errore di non accogliere a braccia spalancate la diversità.

Che poi… è vero, siamo diversi, ma spesso meno di quanto crediamo, perché alla fine, se guardate bene, nel cuore di un americano potete trovarci un pezzo di Italia.

Ve lo garantisto, a me è successo.


La vita all’estero mi ha insegnato che non importa dove siamo: tutti ci addormentiamo sotto lo stesso cielo.


expat guarda cielo stellato


E ammetto che, forse, è stato proprio il mio tanto odiato Midwest, a farmi vedere le cose secondo questa prospettiva.

Perché è proprio qui, dove ci si concede il lusso di annoiarsi, dove la sera non ci sono le luci di una città sempre in movimento a tenerti sveglio, che ho imparato ad amare il silenzio della notte.

Nelle sere d’estate, spese nel nostro bel giardino con vista sul Mississippi, mi ritrovo ad alzare gli occhi al cielo.

Cerco le costellazioni che mia mamma, miracolosamente, riesce a scorgere ogni volta che torno a casa e il cielo della bassa bresciana ci concede un po’ di visibilità.

Guardo in alto, nel buio della notte, alla ricerca di un ricordo che mi faccia rivivere una sensazione già vissuta. Una sorta di teletrasporto mentale che mi faccia sentire, anche se solo per pochi istanti, a casa.


Ve la ricordate la canzone di Domenico Modugno?

La lontananza sai, è come il vento
spegne i fuochi piccoli
ma accende quelli grandi


Ed è proprio così, puoi vivere lontano, aldilà dell’oceano, ma non ti perdi nell’immensità del mondo, quando ami davvero.


Quali sono, invece, le cose che avete imparato voi, dal vostro espatrio? Forza, ispiratemi con pensieri positivi!

2 Comments

  • Vale

    Sonó d’accordo con il tuo articolo, io sono fuori dall’Italia da 6 anni e spesso faccio queste riflessioni e le propongo anche alle persone che mi stanno vicine.

    • info@theamericancoffee.it

      Ciao, dove abiti tu? Penso sia molto importante razionalizzare le cose belle che l’espatrio ci lascia 🙂 Alla fine é davvero un’esperienza di vita pazzesca che fa crescere tanto ❤️

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